Questo non è un ricordo individuale ma collettivo, da parte dei membri della Redazione di Antropocene Ecologia Socialismo, il gruppo di compagni che gestisce questo sito e che Giovanni contattò tre anni fa mentre si trovava a Parigi, durante il primo anno del suo periodo di dottorato. Ci scrisse che aveva visto il nostro sito, che condivideva il nostro progetto e che avrebbe volentieri collaborato con noi.
Risale all’autunno del 2023 il suo primo lavoro pubblicato su Antropocene Ecologia Socialismo, la traduzione di un articolo di John Bellamy Foster sul sinologo inglese marxista Joseph Needham.
In questi ultimi mesi, stavamo traducendo insieme, su sua proposta e col suo coordinamento, The Dialectics of Ecology di John Bellamy Foster, che tra poco più di un mese verrà pubblicato in Italia.
Giovanni aveva recentemente conseguito il Dottorato in Filosofia e Scienze della Formazione, presso il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell'Università Ca' Foscari di Venezia, con una dissertazione dal titolo Verso una geologia trascendentale. Una cartografia del dibattito sull’Antropocene. I suoi interessi erano multiformi e la sua attività si era già concretizzata in diversi lavori: segnaliamo il libro Abbecedario dei Soulèvements de la Terre. Comporre la resistenza per un mondo comune, a cura di Giovanni Fava e Claudia Terra, pubblicato nel 2024 da Orthotes Editrice, e i molti articoli pubblicati su Rivista Palomar, di cui era caporedattore.
Giovanni era entrato nel nostro gruppo, ed anche nel nostro cuore, col suo fare semplice e schietto, con il suo approccio di chi metteva l’anima nelle cose che faceva; ma era contestualmente anche l’anima di questa iniziativa, con la sua indiscussa conoscenza e capacità pratica e scientifica, linguistica e filosofica.
Lo consideravamo il cucciolo di casa, dato che era il più giovane componente del gruppo, quello in cui vedevamo una possibilità di futuro delle attività di divulgazione e conoscenza della teoria della frattura metabolica.
Probabilmente abbiamo conosciuto solo una parte dell’ampio cuore e cervello di Giovanni e non possiamo ritenerci depositari di alcunché, se non della stima e dell’affetto che si stava sviluppando. Per chi di noi lo conosceva solo in remoto, ma anche per gli altri, è stato uno shock scoprire la fragilità, il dolore nascosto e profondo di uno di noi, di un “compagno” che avevamo incontrato e sul quale riponevamo la speranza di crescere insieme.
Riteniamo, alla fine, di poter dire una cosa: Giovanni sarebbe d’accordo con noi nel considerare il suo caso personale, le sue tensioni umane e familiari un caso esemplare dell’effetto di quelle contraddizioni di classe che in altra forma studiavamo insieme e che sono il fulcro dell’Antropocene.
I compagni di Antropocene Ecologia Socialismo