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Guerra

  •  Fonte: Jacobin - 13.08.2021

    Se vogliamo davvero fermare l'imminente disastro climatico, non abbiamo altra scelta che tenere radicalmente a freno uno dei peggiori inquinatori del mondo: l'esercito americano.


  • Fonte: ICAN - 06.08.2025

    Il 2025 segna l'80° anniversario dell'invenzione delle armi nucleari e del loro primo utilizzo nel New Mexico, a Hiroshima e Nagasaki. La minaccia che le armi nucleari possano essere nuovamente utilizzate in un conflitto, o accidentalmente, è alta come non mai, se non addirittura più alta. Sono sufficienti 80 anni vissuti sotto questa minaccia esistenziale. Dobbiamo eliminare le armi nucleari prima che siano loro a eliminare noi.

  • Distruggere la Palestina, distruggere il pianeta, di Andreas Malm, Ponte alle Grazie, 2025. Nel 1840 le nuovissime cannoniere a vapore inglesi rasero al suolo la città di Acri, nel corso della lotta con l'Egitto per proteggere gli interessi dell'Impero britannico. Da allora, il legame tra i combustibili fossili e la distruzione della Palestina, sempre in nome dell'imperialismo capitalista, è diventato una costante.

  • Giappone. La ricorrenza è l'occasione per esercitare la più forte pressione sul governo perché firmi e ratifichi il Trattato di Probizione delle armi nucleari in vigore dal 22 gennaio 2021.

  • Fonte: Climate&Capitalism - 01.03.2022 -

    Questa dichiarazione di emergenza è stata adottata all'unanimità dal Comitato direttivo del Global Ecosocialist Network il 27 febbraio. Sarà presentata alla prossima riunione generale dei membri, il 13 marzo, per la discussione e la ratifica.

  • Fonte: Asterios Editore - 2020

    La Seconda Guerra mondiale ha creato le condizioni cha da allora hanno foggiato il capitalismo e provocato la Grande accelerazione nelle sue dinamiche ecologicamente distruttive.

  • Fonte: Asterios Editore - 2020

    Seconda parte del Capitolo IX: Guerra, lotta di classe e petrolio a buon mercato di Anthropocene. Capitalismo fossile e crisi del sistema Terra * di Ian Angus, dove la guerra e le sue conseguenze vengono considerate come una fase di transizione tra due epoche.

  • Fonte: Stop the War coalition - 30.08.2024

    Una delle rappresentazioni più evidenti dei costi ambientali della guerra si è avuta quando settecento campi petroliferi del Kuwait sono stati incendiati durante la prima guerra del Golfo, facendo fuoriuscire ben undici milioni di barili di greggio nel Golfo Persico e creando un pennacchio di fumo che si estendeva per 800 chilometri. Quasi trecento laghi di petrolio si svilupparono nell'entroterra sulla superficie del deserto, contaminando il suolo per molti anni.[1]

  • Fonte: Monthly Review - 10.03.2022

    Alla luce degli eventi in Ucraina, abbiamo deciso di rendere immediatamente disponibile la Nota dei redattori del numero di aprile 2022 di Monthly Review.
    La Redazione di MR

  • Fonte: Monthly Review online - 21.04.2022

    Quella che segue è la pubblicazione anticipata delle Note dei Redattori, dal numero di maggio 2022 di Monthly Review.

  • Fonte: Monthly Review - 01.02.2024

    In questo articolo, John Bellamy Foster discute lo stato passato e presente della politica nucleare degli Stati Uniti, affermando che la sua dipendenza da approcci bellicosi mette in pericolo il mondo intero. Foster sostiene che «solo un approccio minimalista e non massimalista agli armamenti nucleari può portare l'umanità sulla strada del disarmo nucleare», concludendo che «la risposta sta in un passaggio a livello mondiale dal capitalismo morente al... socialismo completo».

  • Un gruppo internazionale di scienziati, tra cui i fisici italiani Carlo Rovelli e Flavio Del Santo, ha redatto un manifesto rivolto agli accademici, intellettuali e a tutti i cittadini consapevoli dei rischi della guerra, invitandoli a prendere una posizione ferma contro il riarmo europeo. Nel manifesto si chiede un’immediata de-escalation e l’abbandono della cosiddetta “strategia della paura”, che, secondo i politici europei, giustificherebbe il più grande riarmo del continente dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Un appello per la pace e la diplomazia, affinché l’Europa non ceda alla tentazione della militarizzazione, ma riscopra il valore del dialogo e della cooperazione.

  • Introduzione alla nuova edizione di Sfruttamento, inquinamento, guerra. Scienza di classe, di Jean Fallot, Orthotes, 2025, che ne ripercorre la genesi e ne analizza l’attualità, rilanciando la domanda cruciale posta cinquant'anni fa da Jean Fallot: è possibile immaginare una scienza che, anziché alimentare il dominio e la distruzione, si schieri dalla parte della vita, dei bisogni umani e della giustizia sociale?



  • A Milano, il 9 e il 10 maggio, la presentazione di un testo fondamentale, riscoperto e ripubblicato da Orthotese introdotto da Giovanni Ormesi e Alessandro Picone, i quali accompagneranno la discussione in questi due appuntamenti milanesi.
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    Il libro di Fallot mette in luce come il capitale agisca contemporaneamente su tre fronti: lo sfruttamento del lavoro, la devastazione ecologica e l’espansione militarista. Un’analisi lucida e radicale su come la scienza può diventare strumento di classe, rompendo la sua subordinazione agli interessi dominanti.

  • Sfruttamento, inquinamento, guerra. Scienza di classe, di Jean Fallot, Orthotes, 2025. Pubblicato per la prima volta in Italia nel 1976 con un’introduzione di Dario Paccino, ora inclusa in appendice, il libro indaga il legame profondo tra quelle che Jean Fallot definisce “le tre teste del capitale”. Se la guerra imperialistica, come tutte le forme di violenza degli sfruttatori, rappresenta la condizione strutturale delle società di classe, funzionale a difendere i privilegi e spartirsi risorse e territori, l’inquinamento, per contro, ne è la conseguenza storicamente determinata.

  • Sfruttamento, inquinamento, guerra. Scienza di classe, di Jean Fallot, Orthotes, 2025. Pubblicato per la prima volta in Italia nel 1976 con un’introduzione di Dario Paccino, ora inclusa in appendice, il libro indaga il legame profondo tra quelle che Jean Fallot definisce “le tre teste del capitale”. Se la guerra imperialistica, come tutte le forme di violenza degli sfruttatori, rappresenta la condizione strutturale delle società di classe, funzionale a difendere i privilegi e spartirsi risorse e territori, l’inquinamento, per contro, ne è la conseguenza storicamente determinata.

  • Fonte: Bulletin of the Atomic Scientists -  30.01.2025

    Quest’anno, il Comitato per la Scienza e la Sicurezza (CSS) del "Bulletin of the Atomic Scientists" ha portato le lancette dell'”Orologio del Giorno del Giudizio” (il Doomsday Clock) a soli 89 secondi dalla mezzanotte: il momento più vicino alla catastrofe globale da sempre.