RECENSIONE
Dopo un lungo processo durato quattro anni, il 26 giugno 2025 la Corte d’Assise di Vicenza ha inflitto un totale di 141 anni di reclusione a 11 dirigenti della multinazionale Miteni(Mitsubishi-Eni) per aver inquinato con i Pfas (sostanze poli- e per-fluoroalchiliche) la falda acquifera con cui per decenni si sono dissetati oltre 350mila cittadini delle province di Vicenza, Verona e Padova. La sentenza del processo di primo grado è più dura delle pene richieste dai pubblici ministeri ed è la prima a livello mondiale che condanna penalmente i dirigenti di aziende produttrici di Pfas.
La videomaker e giornalista milanese Laura Fazzini ha seguito quasi tutte le 134 udienze del processo ed ha incontrato i numerosi protagonisti, che dall’anno della scoperta ufficiale della contaminazione si sono attivati per contrastare la produzione di queste sostanze utilissime in virtù delle loro proprietà (idrorepellenza, oleorepellenza, stabilità termica), ma nocive per la salute dell’uomo e dell’ambiente.
Come un giallo dalla trama incalzante, il libro ricostruisce minuziosamente la storia, dalla scoperta casuale nel 1936, per la DuPont, di un composto inattaccabile che verrà usato in larga scala nel progetto Manhattan di costruzione della bomba atomica, ai rapporti commerciali di Miteni con la sorella maggiore, la ex Solvay (ora Syensco) di Spinetta Marengo (Alessandria). Se in Veneto le lotte popolari hanno portato alla chiusura dell’azienda vicentina nel 2018 (la fabbrica, è stata venduta ad una multinazionale indiana, che l’ha smontata e riassemblata in India, continuando laggiù la produzione), in Piemonte la produzione di Pfas continua.
Il libro svela ladimensione internazionale del caso, in cui l’Europa gioca un ruolo fondamentale. Infatti, il progetto "Perforce" sulla ricerca dei Pfas nelle acque dei principali fiumi europei è stato finanziato dalla Commissione europea, allarmata dal caso americano scoperto dall’avvocato Robert Billot nel 1998, che vinse la causa contro la DuPont in Ohio. La ricerca, condotta in Italia dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), ha portato alla scoperta del caso veneto nel 2013. A settembre 2024 l’ex premier italiano Mario Draghi, sollecitato dalle aziende produttrici, nel presentare il dossier sulla competitività europea dichiarò che i Pfas non possono venire vietati. Così, benché esistano già alternative per circa la metà delle applicazioni dei Pfas, col riarmo in corso quelle militari stanno assumendo un ruolo crescente.
Dario Zampieri
Pfas, un disastro annunciato. Chi ha avvelenato l’Italia, di Laura Fazzini, Marietti1820, 2026
Prefazione di Felice Casson
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Laura Fazzini, videomaker, si occupa principalmente di temi ambientali, inquinamento e salute. Dal 2019 documenta e racconta la battaglia contro la contaminazione da Pfas. Nel 2025 ha vinto il premio Angelo Pangrazio con l’inchiesta Come i Pfas hanno contaminato l’Italia, pubblicata su "LifeGate". Con il suo lavoro collabora inoltre con "Osservatorio Diritti", "Lavialibera" e "Domani".