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Pfas

  • Fonte: The Guardian - 14.01.2025

    Secondo una ricerca, il costo per bonificare dall'inquinamento chimico tossico e permanente potrebbe superare i 95 miliardi di euro in 20 anni.

  • Le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) sono composti chimici prodotti dall’uomo e pertanto non presenti in natura, costituiti da catene fluorurate di un numero variabile di atomi di carbonio. Secondo le definizioni OCSE 2018. sono una grande famiglia di oltre 4.700 sostanze chimiche.

  • Formula di un disastro invisibile, di Federico Bevilacqua, Penisola Edizioni, 2023.

    Una mappa per orientarsi nell’articolato sviluppo di uno tra i più gravi casi di contaminazione dell’acqua nella storia d’Europa. Una ricerca editoriale nata dalla volontà di Federico Bevilacqua, biologo e cittadino dell’area colpita dal male invisibile, che per diversi anni ha documentato l’evolversi della lotta civile riassunta nella bandiera del Movimento No Pfas.

  • Fonte: Pfas.Land - 26.01.2023

    Con questo articolo si fa per la prima volta il punto sui PFAS come sostanze globalmente esemplari, rientranti a pieno titolo tra le "nuove entità" che stanno cambiando la fisionomia chimica del pianeta dal momento in cui dette sostanze – prodotte o spostate dall’uomo – avranno superato per sempre il limite planetario di sicurezza.

  • Fonte: Climate&Capitalism - 05.12.2025

    Pubblichiamo la seconda parte di una serie dedicata ai veleni che il capitalismo diffonde in tutto il mondo. Questo articolo prende in esame i PFAS, le letali “sostanze chimiche eterne”.

  • Fonte: Common Dreams- 27.12.2024

    Nuove relazioni dimostrano che l'EPA - U.S. Environmental Protection Agency (Agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente), sapeva da più di 20 anni che i fanghi di depurazione contengono livelli elevati di PFAS, le cosiddette "sostanze chimiche per sempre".

  • Forever chemicals, composti chimici impossibili da distruggere, che durano per sempre. Così sono definiti i Pfas, una famiglia di circa 4000 composti diffusi in tutto il mondo e presenti in innumerevoli oggetti della vita quotidiana: padelle in Teflon, abbigliamento, imballaggi e cosmetici. 

    Rilevato nel Po come sul Monte Rosa, l’inquinamento da Pfas è una realtà che ormai non può più essere sottovalutata. Un’inchiesta partita da Vicenza sta finalmente portando alla luce in Italia la reale portata di questo disastro, che giorno dopo giorno si delinea con sempre maggiore evidenza nell’intreccio fra le rivelazioni sugli aspetti criminali e la crescente preoccupazione per la salute pubblica. A renderlo ufficiale sono arrivate, a giugno del 2025, le prime condanne dei dirigenti industriali coinvolti nell’inchiesta, accusati di avvelenamento delle acque e disastro ambientale dolosi. 

    Laura Fazzini, da anni impegnata nel lavoro di documentazione e comunicazione sulla contaminazione da Pfas, ricostruisce in questo libro l’intera vicenda con grande rigore e chiarezza, mettendo sempre al centro le donne e gli uomini che ne sono stati protagonisti. Impegnati sul fronte della scienza o della ricerca, della protesta o – ancora più dolorosamente – come cittadine e cittadini vittime delle sostanze inquinanti, in ogni capitolo il lettore ritrova i loro volti e le loro vicende. 

    L’inchiesta del Tribunale di Vicenza ha dato voce alle vittime e un nome ai colpevoli, ma è solo in una nuova consapevolezza da parte delle istituzioni, delle aziende e dei cittadini che si potrà trovare il modo di arginare questo e altri futuri disastri ambientali.

    Nota editoriale



    RECENSIONE

    Dopo un lungo processo durato quattro anni, il 26 giugno 2025 la Corte d’Assise di Vicenza ha inflitto un totale di 141 anni di reclusione a 11 dirigenti della multinazionale Miteni(Mitsubishi-Eni) per aver inquinato con i Pfas (sostanze poli- e per-fluoroalchiliche) la falda acquifera con cui per decenni si sono dissetati oltre 350mila cittadini delle province di Vicenza, Verona e Padova. La sentenza del processo di primo grado è più dura delle pene richieste dai pubblici ministeri ed è la prima a livello mondiale che condanna penalmente i dirigenti di aziende produttrici di Pfas.

    La videomaker e giornalista milanese Laura Fazzini ha seguito quasi tutte le 134 udienze del processo ed ha incontrato i numerosi protagonisti, che dall’anno della scoperta ufficiale della contaminazione si sono attivati per contrastare la produzione di queste sostanze utilissime in virtù delle loro proprietà (idrorepellenza, oleorepellenza, stabilità termica), ma nocive per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

    Come un giallo dalla trama incalzante, il libro ricostruisce minuziosamente la storia, dalla scoperta casuale nel 1936, per la DuPont, di un composto inattaccabile che verrà usato in larga scala nel progetto Manhattan di costruzione della bomba atomica, ai rapporti commerciali di Miteni con la sorella maggiore, la ex Solvay (ora Syensco) di Spinetta Marengo (Alessandria). Se in Veneto le lotte popolari hanno portato alla chiusura dell’azienda vicentina nel 2018 (la fabbrica, è stata venduta ad una multinazionale indiana, che l’ha smontata e riassemblata in India, continuando laggiù la produzione), in Piemonte la produzione di Pfas continua.

    Il libro svela ladimensione internazionale del caso, in cui l’Europa gioca un ruolo fondamentale. Infatti, il progetto "Perforce" sulla ricerca dei Pfas nelle acque dei principali fiumi europei è stato finanziato dalla Commissione europea, allarmata dal caso americano scoperto dall’avvocato Robert Billot nel 1998, che vinse la causa contro la DuPont in Ohio. La ricerca, condotta in Italia dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), ha portato alla scoperta del caso veneto nel 2013. A settembre 2024 l’ex premier italiano Mario Draghi, sollecitato dalle aziende produttrici, nel presentare il dossier sulla competitività europea dichiarò che i Pfas non possono venire vietati. Così, benché esistano già alternative per circa la metà delle applicazioni dei Pfas, col riarmo in corso quelle militari stanno assumendo un ruolo crescente.

    Dario Zampieri



    Pfas, un disastro annunciato. Chi ha avvelenato l’Italia, di Laura Fazzini, Marietti1820, 2026
    Prefazione di Felice Casson

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    Laura Fazzini
    , videomaker, si occupa principalmente di temi ambientali, inquinamento e salute. Dal 2019 documenta e racconta la battaglia contro la contaminazione da Pfas. Nel 2025 ha vinto il premio Angelo Pangrazio con l’inchiesta Come i Pfas hanno contaminato l’Italia, pubblicata su "LifeGate". Con il suo lavoro collabora inoltre con "Osservatorio Diritti", "Lavialibera" e "Domani".


  • Fonte: University of California, San Francisco - 31.05.2023

    Comunicato stampa

    Insabbiamento: l'industria ha nascosto i pericoli delle “forever chemicals” [1]

    L'industria chimica ha preso spunto dal manuale del tabacco quando ha scoperto e nascosto le proprie conoscenze sui danni alla salute causati dall'esposizione ai PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche), secondo un'analisi di documenti industriali tenuti finora segreti condotta da ricercatori della Università della California di San Francisco (UCSF).