Fonte: Climate&Capitalism - 10.03.2026

Secondo un nuovo studio condotto dal Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK), il riscaldamento globale ha subito un'accelerazione dal 2015. Gli scienziati rilevano che il recente tasso di riscaldamento è ora più elevato rispetto a qualsiasi altro decennio precedente.




Gli scienziati rilevano un aumento significativo del tasso di riscaldamento globale


Secondo un nuovo studio condotto dal Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK), il riscaldamento globale ha subito un'accelerazione dal 2015. Tenendo conto dei fattori naturali noti che influenzano la temperatura globale, il team di ricerca ha rilevato, per la prima volta, un'accelerazione statisticamente significativa del trend di riscaldamento. Negli ultimi dieci anni, il tasso di riscaldamento stimato è stato di circa 0,35 °C per decennio, a seconda del dataset considerato, rispetto a poco meno di 0,2 °C in media per decennio dal 1970 al 2015. Si tratta del tasso di riscaldamento più elevato mai registrato in qualsiasi decennio precedente dall’inizio delle misurazioni strumentali nel 1880.



Tasso di riscaldamento globale (in °C per decennio) dai dati sulla temperatura globale del Berkeley Earth: la linea blu mostra le tendenze lineari per il periodo prima e dopo il 2015 (il blu chiaro indica il margine di incertezza). La linea rossa mostra la tendenza lineare per finestre di 10 anni dei dati, a intervalli di 1 anno. Fig. PIK 



«Possiamo ora dimostrare una forte e statisticamente significativa accelerazione del riscaldamento globale a partire dal 2015 circa», afferma lo statunitense Grant Foster, esperto di statistica e coautore dello studio, pubblicato oggi sulla rivista scientifica Geophysical Research Letters

«Abbiamo filtrato le influenze naturali note nei dati osservativi, in modo da ridurre il “rumore” e rendere più chiaramente visibile il segnale di riscaldamento a lungo termine sottostante», ha aggiunto Foster.

Le fluttuazioni naturali a breve termine della temperatura globale, causate da El Niño, da eruzioni vulcaniche e da cicli solari possono mascherare i cambiamenti nel tasso di riscaldamento di lungo periodo. Nella loro analisi, basata su dati di misurazione, i due ricercatori hanno lavorato con cinque grandi dataset globali di temperatura (NASA, NOAA, HadCRUT, Berkeley Earth, ERA5).

«I dati corretti mostrano un'accelerazione del riscaldamento globale dal 2015, con una certezza statistica superiore al 98%: coerente tra tutti i dataset e indipendente dal metodo di analisi scelto», spiega Stefan Rahmstorf, ricercatore del PIK e principale autore dello studio.

Gli anni 2023 e 2024 (che sono stati eccezionalmente caldi), dopo la correzione dagli effetti prodotti da El Niño e dal massimo solare, diventano leggermente meno estremi, ma rimangono comunque i due anni più caldi dall'inizio delle registrazioni strumentali. In tutti i dataset analizzati, l’accelerazione inizia a diventare visibile a partire dal 2013/2014. Per verificare se il tasso di riscaldamento sia cambiato dagli anni '70 del secolo scorso, il team di ricerca ha applicato due approcci statistici: un'analisi di tendenza quadratica e un modello lineare a tratti che individua oggettivamente la tempistica di qualsiasi cambiamento nel tasso di riscaldamento.

Lo studio non indaga le cause specifiche dell'accelerazione osservata. Tuttavia, secondo gli autori, i modelli climatici mostrano come un aumento del tasso di riscaldamento sia fondamentalmente compatibile con le proiezioni della modellizzazione climatica attuale.

«Se il tasso di riscaldamento degli ultimi 10 anni dovesse continuare, porterebbe ad un superamento strutturale del limite di 1,5 °C dell'Accordo di Parigi prima del 2030», afferma Stefan Rahmstorf. «La rapidità con cui la Terra continuerà a riscaldarsi dipende, in ultima analisi, dalla rapidità con cui ridurremo a zero le emissioni globali di CO₂ prodotte dai combustibili fossili».


Redazione di Climate&Capitalism

Traduzione a cura della Redazione di Antropocene.org

Fonte: Climate&Capitalism 10.03.2026


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