Fonte: Climate&Capitalism - 26.09.2025
Dal 15 al 19 settembre, i rappresentanti dei gruppi indigeni di Perù, Colombia, Ecuador, Paraguay e Bolivia si sono riuniti per discutere della crescente minaccia rappresentata dai cosiddetti “mercati del carbonio” alla loro sovranità e autodeterminazione. L'incontro si è concluso con l'adozione della dichiarazione pubblicata qui di seguito.
La Dichiarazione di Túpac Amaru
I popoli, le nazioni e le nazionalità indigene del Perù, dell'Ecuador, della Colombia, della Bolivia e del Paraguay, riuniti nella comunità indigena Kichwa di Túpac Amaru, nel distretto di Chazuta, regione di San Martín in Perù, dal 15 al 19 settembre 2025, nell'ambito del Meeting of Indigenous Peoples on Carbon Markets: Impacts, Initiatives, and Resistance [Incontro dei popoli indigeni sui mercati del carbonio: impatti, iniziative e resistenza], dichiarano:
- Riaffermiamo la nostra spiritualità, autonomia, autodeterminazione e le leggi dei popoli indigeni, delle etnie e delle nazioni nella lotta contro l'espropriazione dei nostri territori ancestrali.
- Chiediamo che i nostri territori indigeni siano valorizzati come spazi di vita e conservazione, sulla base delle nostre pratiche e conoscenze storiche-ancestrali che pratichiamo da millenni, senza la necessità di imporre ulteriori categorie di conservazione*.
- Rifiutiamo le violazioni dei nostri diritti fondamentali, collettivi, spirituali e ancestrali, così come i conflitti sulla proprietà della terra, la divisione e la disarmonia delle nostre comunità e delle organizzazioni che ci rappresentano, e la perdita di autonomia causata dall'espansione dei mercati del carbonio, come REDD+**, e altri meccanismi di economia verde che sono false soluzioni alla crisi climatica e alla perdita di biodiversità.
- Segnaliamo che i mercati del carbonio promuovono l'espropriazione dei nostri territori e la criminalizzazione delle nostre pratiche tradizionali e di sussistenza attraverso contratti ingannevoli, abusivi, a lungo termine, poco chiari e non condivisi con la nostra base, ignorando le nostre strutture e procedure organizzative.
- Denunciamo che le attività legate ai mercati del carbonio e ad altre forme di estrattivismo generano nei nostri territori impatti discriminanti sui corpi e sulle vite delle donne, dei bambini e degli adolescenti, oltre alla condanna, alla persecuzione e alla criminalizzazione dei difensori dei diritti umani.
- Denunciamo che i progetti sul carbonio, in esecuzione in molti dei nostri territori, non hanno rispettato le garanzie richieste, né tantomeno hanno portato i benefici promessi.
- Rifiutiamo tutti gli attori coinvolti nella gestione di queste false soluzioni, quali: gli organismi di certificazione VERRA, CER CARBONO, COLCX, Biocarbon Standard e Gold Standard; sviluppatori quali CIMA CordilleraAzul, SERNANP e il Ministero dell'Ambiente in Perù; Yauto SAS e Biofixconsultores SAS e altri in Colombia; Green Carbon in Bolivia e altri in Ecuador e Paraguay; e organismi di convalida e verifica quali AENOR International SAU, ICONTEC, Ruby Canyon Environmental, Rainforest Alliance e altri in Colombia.
- Condanniamo il fatto che gli acquirenti dei crediti di carbonio siano i principali inquinatori mondiali, quali Total Energies, Shell, BHP, Chevron Petroleum Company, Glencore, Geopark SAS, OrganizacionTerpel SA e altri.
- Non siamo disposti a essere complici della loro propaganda o di qualsiasi forma di estrattivismo. Riteniamo le banche private e gli investitori, e le loro inutili e inefficaci misure di salvaguardia, come la Banca Mondiale, KFW, IDB e altri, responsabili degli impatti economici, sociali e culturali di questi mercati del carbonio sui nostri territori; e allo stesso tempo, chiediamo trasparenza nel loro finanziamento.
- Esortiamo gli Stati a svolgere il loro ruolo di garanti dei nostri diritti e a porre rimedio agli impatti che denunciamo, e pertanto respingiamo la loro complicità e inazione.
- Rifiutiamo le politiche escludenti di conservazione, da parte di Stati e di altre istituzioni private, per la creazione di aree naturali protette sui nostri territori ancestrali, che ignorano il nostro diritto alla consultazione libera, preventiva e informata, e al consenso vincolante delle le nostre decisioni.
- Denunciamo il fatto che organizzazioni ambientaliste come l'IUCN, la Moore Foundation e altre sostengano modelli di conservazione escludenti che minano la nostra visione di sviluppo e autodeterminazione.
- Chiediamo che la Pachamama sia rispettata e riconosciuta come soggetto di diritto per garantire il benessere delle generazioni future.
Ci dichiariamo in mobilitazione permanente e sottoscriviamo questa dichiarazione:
Bolivia
- Autonomía Guaraní CharaguaIyambae
- Coordinadora Nacional de Autonomías Indígenas de Bolivia (CONAIOC)
- Nación Monkoxɨ de Lomerío
Paraguay
- Organización de Mujeres – Comunidad NuevaPromesa del pueblo Sanapaná – Miembro de la OCUN
- Representantes de la Red de Promotores Jurídicos Indígenas de la región Occidental.
- Comunidad ElEstribo del Pueblo Enxet – Base de la CLIBCH
Colombia
- Pueblo Inga del medio Putumayo
- Asociación de Cabildos Indígenas del Municipio de Villagarzón Putumayo (ACIMVIP)
- Asociación de Autoridades Indígenas del Pueblo Cofán (AMPII-CANKE)
- Asociación de Cabildos Indígenas del Norte del Cauca – Çxhab Wala Kiwe (ACIN) Pueblo Nasa.
Perù
- Federación de Pueblos Indígenas Kechwa Chazuta Amazonía (FEPIKECHA) y susbases Túpac Amaru, Rebalse Chazuta, Alto Chazutayacu, Pongo del Huallaga, Ankash Yaku de Achinamisa, Sinchi Runa de Llucanayaku y Allima Sachayuk Siyambayok Pampa.
- Federación de Pueblos Indígenas Kechwas del Bajo Huallaga San Martín (FEPIKBHSAM) y susbases Shilcayo, Chipeza, Ishkay Urmanayuk Tununtunumba, Ricardo Palma y Callanayaku.
- El Consejo Étnico de los Pueblos Kichwa de la Amazonía (CEPKA) y susbases Anak Pillwana, Winkuyaku, Puerto Franco, Mishkiyakillu, Solo del Río Mayo, Wayku y Mushuk Belén.
- Gobierno Territorial Autónomo de la Nación Wampis (GTANW)
- Consejo de Mujeres Awajún Wampis Umukai Yawi (COMUAWUY)
Ecuador
- Nación Shuar Indigenous peoples, defenders of life!
Note:* [N.d.T.] Le "categorie di conservazione" si riferiscono principalmente a due ambiti: le categorie per le specie a rischio di estinzione - come Vulnerable (VU), Endangered (EN), Critically Endangered (CR)) - e le categorie di classificazione delle aree protette, che definiscono il livello di gestione e protezione di un'area - come Riserva naturale integrale, Parco nazionale e Monumento naturale - anch'esse stabilite dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).
** [N.d.T.] REDD+ è un meccanismo delle Nazioni Unite volto a incentivare i paesi in via di sviluppo a ridurre le emissioni dovute alla deforestazione e al degrado forestale. Il "più" (+) rappresenta l'inclusione di altre attività come la conservazione delle scorte di carbonio forestale, la gestione forestale sostenibile e il miglioramento delle scorte di carbonio.
Traduzione a cura della Redazione di Antropocene.org
Fonte: Climate&Capitalism 26.09.2025


