Fonte: Counterfire - 26.01.2025
A Complete Unknown è una suggestiva esplorazione dei primi anni della carriera musicale di Bob Dylan, resa viva dalla regia sicura di James Mangold. Il film racconta l'arrivo di Dylan a New York nel 1961, come uno sconosciuto diciannovenne del Minnesota, e segue la sua fulminea ascesa nell'arco di quattro anni, che culmina con la sua controversa esibizione al Newport Folk Festival del 1965.
Fu a quel festival che Dylan, armato di chitarra elettrica, sfidò i puristi, infranse i confini della musica folk e diede il via al fiorente genere folk-rock che avrebbe rimodellato la musica americana nella seconda metà degli anni '60.
Basato sul libro di Elijah Wald Dylan Goes Electric! [trad. it. Il giorno che Bob Dylan prese la chitarra elettrica, Vallardi Editore], il film immortala Dylan non solo come artista, ma come fenomeno. L'attore Timothée Chalamet offre una performance brillante, evitando la tentazione di imitare semplicemente il musicista. Avendo trascorso cinque anni a padroneggiare il modo di suonare la chitarra, l'armonica e lo stile vocale caratteristici di Dylan, l'impegno di Chalamet è evidente in tutto il film, soprattutto nelle performance musicali registrate dal vivo.
Momenti come la serenata improvvisata da Dylan in ospedale per Woody Guthrie (interpretato in modo struggente da Scoot McNairy) e il suo elettrizzante duetto con Joan Baez (Monica Barbaro) sembrano vividi scorci di storia della musica.
L'interpretazione di Baez da parte della Barbaro è una rivelazione. La sua alchimia con Chalamet brilla al massimo nel loro duetto agrodolce di It Ain't Me Babe, dove la tensione tra i due si percepisce in ogni nota.
Anche Edward Norton si distingue nel ruolo di Pete Seeger, mentore di Dylan e gigante della scena musicale folk. In un momento indimenticabile, uno stupefatto Seeger osserva, con lo spazzolino sospeso a mezz'aria, mentre Dylan suona con disinvoltura una prima versione di Girl from the North Country.
A Complete Unknown coglie il modo in cui le relazioni di Dylan con l'artista e attivista Sylvie Russo (Elle Fanning), ispirata alla figura reale di Suze Rotolo, e con Joan Baez, lo hanno ispirato a scrivere di questioni sociali. Tuttavia, il film fa poco per collocare tale aspetto - e il revival della musica folk stimolato dalla protesta degli anni ’60 - all’interno del contesto politico del periodo. Senza fare ciò, lo spettatore non può apprezzare veramente il potere radicale e sovversivo di canzoni come The Times They Are a-Changin e Masters of War.
Per tutto il film, Dylan è tenuto a distanza di sicurezza. Il ritratto di Chalamet esibisce il carisma e il talento, ma non la persona che si cela dietro il personaggio. Come suggerisce il film, le sfumature, il ghigno e la spavalderia distaccata non erano solo scelte stilistiche: erano un'armatura contro le pressioni della fama.
A differenza di molti biopic recenti, il film non ha paura di mostrare gli aspetti negativi del carattere del suo protagonista. Questo aspetto è particolarmente evidente nelle turbolente relazioni personali di Dylan ed è molto bene riassunto dall'onesta osservazione della Baez: «Sei un po' stronzo, Bob».
Con un’incredibile colonna sonora e alcune brillanti interpretazioni, A Complete Unknown è sia un biopic tradizionale che una celebrazione dell'artista come enigma. Il film può non svelare molte delle sfaccettature di Bob Dylan, ma è una rappresentazione accattivante del suo genio.
Jonathan Maunders
Traduzione a cura della Redazione di Antropocene.org
Fonte: Counterfire 26.01.2025


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