Il nostro pianeta ha la febbre. La sua temperatura aumenta di giorno in giorno. Chi ci governa di volta in volta sposta in avanti il limite oltre il quale non potremo piú fare nulla: due gradi, un grado, mezzo. Ma è un’illusione. Un compromesso tra il profitto di pochi e la sofferenza di molti. Ogni aumento del surriscaldamento di un decimo di grado porta a danni e perdite sempre piú ingenti, eppure sulla pelle di chi ricadono tali danni e perdite e come vengono percepiti dipende solo in minima parte dalle condizioni meteo e dal clima. Perché la febbre non è la malattia, ma un sintomo, un avvertimento che ci dovrebbe far pensare ad altro, a come si è strutturato il nostro mondo a partire dalla rivoluzione industriale. Colonialismo, sfruttamento, razzismo, una civiltà fondata sul consumo di combustibili fossili nel Nord del mondo a spese della distruzione del resto dell’umanità.
Friederike Otto ha contribuito a fondare la scienza dell’attribuzione che lega eventi atmosferici estremi e il cambiamento climatico. Traccia cosí i fili di una trama intricata e politica che richiede una svolta che non può essere legata al mutamento degli stili di consumo o all’innovazione tecnologica, ma deve essere politica e radicale. In pericolo non sono né il clima né l’umanità, ma le singole persone, milioni, se non miliardi di vite che rischiano di venire sacrificate sulla base di calcoli economici.
«Nel mondo nel quale viviamo l’incremento della temperatura che ha accompagnato la rivoluzione industriale ha subíto una drammatica accelerazione verso la fine del xx secolo. E anche oggi, nel primo quarto del xxi secolo, procede a velocità sostenuta. Se da un lato rappresentiamo il cambiamento climatico attraverso un numero che indica, in modo astratto, la temperatura media globale, dall’altro lo avvertiamo concretamente nell’innalzamento del livello dei mari, nello scioglimento dei ghiacciai, nello spostamento delle stagioni.
Ma non c’è dubbio che questa presenza sia percepita in modo ancora più marcato durante le ondate di caldo, nei periodi di siccità, durante le inondazioni (eventi che hanno un ruolo molto importante all’interno di questo libro). Tutti questi eventi meteorologici estremi stanno subendo delle modificazioni, si presentano spesso in modo piú violento, e anche la loro frequenza sta aumentando.» (Friederike Otto)
LEGGI UN ESTRATTO DEL LIBRO pubblicato su Linkiesta - 22.07.2025 CLICCA QUI
Ingiustizia climatica. Perché combattere le disuguaglianze può salvare il pianeta di Friederike Otto, Einaudi, 2025