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Sterminismo

  • Fonte: Monthly Review - 01.05.2022

    Com’è possibile che la minaccia di una guerra termonucleare globale incomba ancora una volta sul pianeta, tre decenni dopo la fine della Guerra Fredda e in un momento in cui si profila all'orizzonte il rischio irreversibile di un cambiamento climatico? Quali approcci devono essere adottati all’interno dei movimenti pacifisti e ambientalisti per contrastare queste minacce globali? La natura di questo grave pericolo e il modo in cui è riemerso nel nostro tempo è l'argomento dell'articolo di John Bellamy Foster, del maggio 2022, che qui pubblichiamo.

  • Fonte: Monthly Review - 01.02.2023

    A più di un secolo dall'inizio della Grande Crisi del 1914-1945, rappresentata dalla Prima Guerra Mondiale, dalla Grande Depressione e dalla Seconda Guerra Mondiale, stiamo assistendo a un'improvvisa recrudescenza della guerra e del fascismo in tutto il mondo.

  • «Mi definisco ‘ebreo' perché sono sconvolto dall'idea che i significati morali e persino religiosi, e per via di conseguenza filosofici, portati nella storia dall'ebraismo – dalla parola dei Profeti di Israele fino al discorso di quei rinnegati o eretici che hanno alimentato la mia formazione intellettuale (Montaigne, Spinoza, Marx, Rosa Luxemburg, Freud, Kafka, Benjamin, Arendt, Simone Weil, Derrida, che è stato mio professore) – potrebbero d'ora in poi essere associati, per molto tempo e persino per sempre, non più alla resistenza alle persecuzioni e alla ricerca dell'autonomia intellettuale, all'imperativo della moralità e della giustizia e alla discussione sui suoi mezzi (tra cui la rivoluzione), ma all'oppressione e allo sterminio di un altro popolo sotto il patrocinio di questo ‘nome'. Penso che l'onore del ‘nome ebraico' debba essere difeso da questa infamia e che sia necessario esprimere una rivolta».

    «Ogni genocidio – che espressione: ogni genocidio! – ha caratteristiche storiche, politiche e morali uniche, e sono queste che devono essere “pensate”. Ciò che rende Gaza unica, e che provoca in noi la sensazione di un’insopportabile contraddizione, non è solo il fatto che il genocidio sia stato perpetrato da ebrei che (almeno per alcuni) sono i discendenti delle vittime della Shoah – il genocidio dei genocidi. Ma è il fatto che quest’ultima, dopo che la sua memoria è stata istituzionalizzata, viene strumentalizzata per preparare, motivare, organizzare e ottenere l’accettazione di Gaza. Ancora una volta, la storia viene tagliata in due da un genocidio, le cui conseguenze depongono il prima da cui tuttavia procede».

    «Il genocidio nazista che ha preso di mira gli ebrei europei (ma anche gli zingari e gli “anormali”) è stato possibile solo attraverso l’importazione in Europa dei metodi di concentramento e sterminio che gli europei avevano messo in atto e perfezionato nel resto del mondo (e in particolare in Africa) fin dall’inizio della colonizzazione […] Se poi ci rivolgiamo a Gaza, forse non è arbitrario leggervi una configurazione simmetrica, in cui un’invenzione europea, che esprime alcune delle più inveterate tendenze distruttive della sua politica, si ritrova esportata in Medio Oriente, dove contribuisce a perpetuare, rifondare ed esacerbare il colonialismo». (Étienne Balibar)



    Étienne Balibar è tra i più importanti filosofi contemporanei della politica. Membro del Tribunale Russell sulla Palestina, è da anni un sostenitore della causa palestinese. Ha scritto numerose opere, tra cui disponibili in italiano: Crisi e fine dell'Europa? (2016); Razza, nazione, classe (con Immanuel Wallerstein, 2020); Spinoza e la politica (2024).


    ASCOLTA LA CONVERSAZIONE TRA ÉTIENNE BALIBAR E LUCA SALZA> Il posto delle parole- 23.12.2025



    La filosofia di fronte al genocidio. Conversazione su Gaza con Étienne Balibar, di Luca Salza, Cronopio, 2025