Negli ultimi due secoli, la società industriale ha prodotto merci violando continuamente le leggi naturali: detriti e scorie sono stati scaricati nell’aria, nei fiumi e nel mare, avvelenando gli esseri viventi, alterando e rompendo le catene alimentari. Per ragioni «economiche» sono stati fabbricati materiali quali plastiche, detergenti, insetticidi ecc., estranei ai cicli naturali e pertanto non biodegradabili, indistruttibili per decenni e spesso tossici.